PNRR: come si compone e spendibilità nelle realtà locali

Il 25 aprile il Governo ha trasmesso al Parlamento il testo del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e il 30 aprile 2021 alla Commissione europea, dalla quale è stato ufficialmente approvato in data 22 giugno 2021.

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) prevede un pacchetto di investimenti e riforme a favore degli enti territoriali italiani, necessario ad accedere alle risorse finanziarie messe a disposizione dall’Unione europea con il Dispositivo per la ripresa e la resilienza (Recovery and Resilience Facility – RRF), perno della strategia di ripresa post-pandemica finanziata tramite il programma Next Generation EU (NGEU).  Le misure previste dal Piano si articolano intorno a tre assi strategici condivisi a livello europeo: digitalizzazione e innovazione, transizione ecologica, inclusione sociale.

Seguendo le linee guida elaborate dalla Commissione europea, il PNRR raggruppa i progetti di investimento e di riforma in 16 Componenti, riunite a loro volta in 6 Missioni: 1. Digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo; 2 Rivoluzione verde e transizione ecologica; 3. Infrastrutture per una mobilità sostenibile; 4. Istruzione e ricerca; 5. Coesione e inclusione; 6. Salute.

Il Governo richiede all’Unione europea il massimo delle risorse RRF disponibili per l’Italia, pari a 191,5 miliardi di euro, di cui 68,9 miliardi in sovvenzioni e 122,6 miliardi in prestiti. A tali risorse, si aggiungono circa 13 miliardi di euro del programma REACT-EU e circa 30,62 miliardi di euro derivanti dal Piano nazionale per gli investimenti complementari finalizzato ad integrare con risorse nazionali gli interventi del PNRR.

Con queste risorse, il Governo intende sia affrontare i problemi macroeconomici del Paese, più volte evidenziati dall’Unione europea con l’analisi approfondita svolta dalla Commissione nell’ambito della Procedura sugli squilibri macroeconomici, sia rispondere alle Raccomandazioni specifiche per paese (Country Specific Recommendations – CSR) rivolte all’Italia dal Consiglio dell’Unione europea. Per quanto riguarda i profili macroeconomici, il Governo evidenzia nel Piano che, attraverso le riforme e gli investimenti prospettati, il tasso di crescita potenziale dell’economia italiana potrà aumentare di 0,8 punti percentuali. Di conseguenza, l’impatto complessivo sul PIL nominale viene stimato pari a 3,6 punti percentuali in termini di scostamento rispetto allo scenario base nell’anno 2026. Ciò consentirà sia di ridurre il rapporto debito pubblico/PIL, sia di diminuire il tasso di disoccupazione, ossia i parametri che evidenziano maggiori criticità nelle analisi della Commissione europea.

 

FONTI:

Il PNRR, le opportunità per i Comuni italiani, Ministero per la Pubblica Amministrazione, Dipartimento della funzione pubblica.

Dossier XVIII legislatura, schede di lettura – NN. 06, N. 219, IL PIANO NAZIONALE DI RIPRESA E RESILIENZA, Servizio studi Senato della Repubblica e Camera dei deputati.